I pericoli di sovralimentare l'ego

Un atleta che vincesse 15 competizioni di fila e perdesse la sedicesima, dovrebbe ritirarsi?

Dovrebbe considerarsi finito?

 

Chiunque centrasse 15 obbiettivi lavorativi non smetterebbe di ritenersi una persona di successo dopo il primo fallimento.

 

Esiste però nella realtà un’atleta che dopo una serie di 15 vittorie ha subito la prima sconfitta e non sembra essersi più rialzata.

 

Prendo Ronda Rousey come esempio di come un eccesso di  "ego" possa fare danni.

chi è...

Per chi non conoscesse il mondo delle MMA, Ronda Rousey è una campionessa di sport da combattimento. Già campionessa di Judo, nelle MMA ha oggi un record di 15 vittorie su 17 incontri. Fuori dalle competizioni è un personaggio pubblico molto popolare con all'attivo partecipazioni a film e apparizioni in vari talk show. E' stato grazie a lei che la maggiore organizzazione mondiale di questo sport, la UFC, ha cominciato a promuovere anche le MMA femminili.

 

Nel suo momento di gloria  non sono mancati comportamenti a mio parere discutibili; affermazioni di onnipotenza e atteggiamenti di sufficienza nei confronti delle avversarie (soprattutto a fine incontro) me l'hanno resa antipatica e mi hanno portato a tifarle contro. 

 

 

La sua reazione al quell'unica sconfitta subita è sproporzionata e fuori luogo se si tiene presente la sua intera carriera.

 

In un'intervista televisiva Ronda ha riportato le sensazioni e i pensieri durante l'incontro prima del ko. 

"ero seduta all'angolo e pensavo cosa sono se non sono più questo...non sono nulla..." "...sedevo li e pensavo di togliermi la vita..."

 

A parlare è un'atleta che ha perso il suo primo incontro dopo averne vinti 15!!!  A parlare così era l'atleta più pagata al mondo!

 

Come può sentirsi un fallito una persona così? 

Non è stata la prima sconfitta...

Ronda Rousey Medaglia di bronzo alle olimpiadi Pechino 2008
Ronda Rousey bronzo alle olimpiadi

Non si può dire che Ronda Rousey non abbia mai assaggiato il sapore della sconfitta.

Nel 2004 si è qualifica alle Olimpiadi di Atene ma venne eliminata al primo turno. Nel 2007 vinse la medaglia d'argento (quindi è arrivata seconda) ai Campionati mondiali di Rio de Janeiro.

Alle olimpiadi di Pechino 2008 venne sconfitta ai quarti di finale, conquistò la medaglia di bronzo dopo i ripescaggi.

 

Il suo crollo non penso sia da cercare nel fatto che non fosse abituata a perdere.       

Cosa è cambiato allora?

Ai tempi di quelle sconfitte non era ancora il personaggio “Ronda Rousey l’invincibile"!

La sua caduta è cominciata quando ha cominciato a credere che quel personaggio esistesse davvero.

Diceva che si sarebbe ritirata imbattuta, anzi diceva che SAPEVA che si sarebbe ritirata senza subire sconfitte.

 

Ha costruito quel personaggio, quel suo ego, e vi si è aggrappata a tal punto da non vedere che era un personaggio immaginario, non più reale di uno qualsiasi degli X-Men!

 

Se da un lato quel suo credere in quel personaggio leggendario l'ha aiutata a vincere tanti incontri, dall'altro le ha dato il colpo di grazia nel momento in cui ha dovuto fare i conti con la realtà.

un esempio...

Rocky Marciano - campione imbattuto di pugilato
Rocky Marciano - campione imbattuto di pugilato

Qualsiasi atleta professionista, nel momento in cui ha vinto tutto dovrebbe ricordarsi che non potrà restare al vertice per sempre.

 

Rocky Marciano non venne mai sconfitto… ma ad un certo punto si dovette ritirare! La sua grandezza a mio parere sta nel aver saputo fermarsi, ed è per quello che si è potuto ritirare senza essere sconfitto.

La sua serie di vittorie sarebbe finita comunque. Ritirandosi ha scelto lui quando terminarla; tre incontri dopo quello in cui ha battuto il suo idolo Joe Louis.

Il ritorno un anno dopo...

L'esito del match di ritorno penso sia da ricondurre allo stesso problema di ego.

Da come ha gestito il pre match, negandosi alla stampa quando è consuetudine per gli atleti di quel livello rilasciare interviste, abbandonando il palco dopo il suo Weigh in, si capive che non aveva fatto tesoro della lezione ricevuta da Holly Holm!

 

L'incontro che doveva sancire il ritorno della leggenda è durato una cinquantina di secondi! L'arbitro ha interrotto un massacro.

 

Ronda si è presentata nella gabbia con gli stessi difetti che l’hanno portata a perdere contro Holly Holm.

 Non stupiscono le dichiarazioni di Amanda Nunes dopo la sua vittoria. Sapeva che Ronda avrebbe tentato di boxare con lei perchè le è stato fatto credere di essere una striker migliore di quello che è in realtà.

 

Non so quanto ci sia di vero nelle accuse mosse al coach di Ronda o nelle voci circa il divieto di colpire Ronda alle compagne di sparring. Sicuramente è mancato a Ronda qualcuno che smontasse l’immagine che aveva di se. L’hanno fatta entrare nella gabbia con delle convinzioni ben salde, che al primo pugno si sono rivelate illusioni.

 

Ci devi credere! ma ricordati una cosa...

 La realtà sotto gli occhi di tutti è che tutto cambia! Chi è in alto cade e chi è in basso si eleva. Nell’ I-Ching leggiamo che qualsiasi cosa arrivi al suo massimo si trasforma nel suo opposto, ed è una realtà che possiamo verificare in ogni aspetto della vita. A mezzogiorno il giorno comincia a diventare sera, così come qualsiasi uomo al momento del suo massimo sviluppo comincia ad invecchiare. 

 

Motivazione e autostima sono importanti, ma  puntare solo su quelli, per un allenatore significa solo pompare l'orgoglio del proprio cliente!

 

Pompare l'ego del cliente è il modo più semplice per ottenerne l'approvazione, ma lo lascia impreparato ad affrontare momenti di difficoltà o di insuccesso, che arriveranno indipendentemente da quanto egli possa pensare positivo. Pensiamo a quante persone reagiscono con stupore ed incredulità ad avvenimenti negativi della loro vita!

 

L'allenatore non è l'amico del cuore dei suoi clienti! Deve vedere le carenze che il cliente non può o non vuole vedere, ed offrirgli un punto di vista diverso per poi dargli gli strumenti per cambiare.

 

Spesso chi fa questo lavoro si deve rendere antipatico, poichè tutti costruiamo un io al quale ci aggrappiamo, che proteggiamo e che vogliamo compiacere. Per crescere occorre cambiare, e quindi smontare almeno in parte quell'io. 

 

 

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